Scafoclub

Identità Visiva

Cliente: Scafoclub s.r.l.

Rimessaggio e manutenzione imbarcazioni

Marzo, 2015

Il design dell’elemento iconico e del relativo Logotipo si pone l’obiettivo di fornire una nuova immagine all’Azienda ricercando l’ispirazione del resytyling nella storia e nella cultura del territorio.Infatti da una attenta lettura delle numerose testimonianze e riferimenti presenti all’interno del territorio veneziano, emerge come una delle tematiche più diffuse sia quella relativa alla secolare tradizione marinara, che ha saputo, nel tempo, adattare le esigenze funzionali alla raffinatezza ed unicità dello stile delle proprie imbarcazioni. Si è ritenuto opportuno focalizzare l’attenzione su uno specifico modello, estrapolandolo da alcune testimonianze fotografiche, che ritraggono i “taxi veneziani” in una livrea comunemente in voga intorno agli anni ‘50: negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, infatti, i taxi di Venezia erano delle imbarcazioni riservate ad una stretta elite. Ogni elemento, componente estetico o funzionale, progettuale od esecutivo, andava nella direzione del massimo livello qualitativo. Questi tradizionali ed affascinanti taxi galleggianti, interamente in legno, divennero sempre più rari e più ricercati, parallelamente alla comparsa dei compositi, in quanto ritenuti incarnazione dell’essenza del comfort e dell’eleganza. Eleganza accentuata dalla lunga coperta di prua e dallo straordinario svaso (flare) delle fiancate.Questi elementi, per la loro carica espressiva e figurativa, risultano adatti ad essere tradotti in forme grafiche, ed in grado di ridefinire un nuovo ed efficace simbolo, capace di trovare la propria ragione nella stessa appartenenza ad una tradizione densa di eccellenti testimonianze.Le conformazioni ed i caratteri dell' elemento iconico, presi a riferimento da documentazioni fotografiche storiche, sono state tradotte in forma grafica. Attraverso l’identificazione di un modulo di base è stata costruita una griglia geometrica di riferimento attraverso la quale sono tate ridefinite, senza allontanarsi dai riferimenti originali, le conformazioni essenziali a determinare il riconoscimento dell'oggetto. Un segno minimale e concreto che è stesso determinato dalla sagoma dello scafo in una posa prospettica che valorizza l’eleganza dell’imbarcazione nel momento massimo della navigazione: le onde generate dal movimento, accompagnano con un gesto semplice ma efficace la volontà di conferire un senso di padronanza ed allo stesso tempo di appartenenza quasi simbiotica con tra i due interpreti della composizione. In particolare, la costruzione dello scafo e delle onde che lo lambiscono accompagnandone la corsa, è stato affrontata adottando il metodo ed i principi della geometria descrittiva. Il risultato finale documenta come il disegno abbia preservato tutti i tratti salienti delle rappresentazioni di riferimento di riferimento, e come si sia raggiunto un “segno” sintetico ma fortemente riconoscibile nonchè declinabile alle diverse esigenze della comunicazione visiva contemporanea. Spazi pieni e vuoti sono alternati per bilanciare l’impatto visivo, nella direzione della massima efficacia comunicativa.

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